cantina colli euganei
I motivi che ci contraddistinguono
I Colli Euganei sono terra di luce, colori e natura, il loro paesaggio di origine vulcanica incontra una profonda vocazione vitivinicola, dando origine a vini che esprimono in modo autentico il carattere del territorio. Un’identità che ancora oggi definisce la nostra cantina Colli Euganei.
Origine vulcanica
I Colli Euganei, che si ergono tra le province di Padova e Vicenza, sono di origine vulcanica. Una conformazione geologica unica che definisce profondamente il paesaggio e la vocazione agricola del territorio. I suoli ricchi di minerali, le esposizioni collinari e il particolare microclima creano condizioni ideali per la coltivazione della vite, contribuendo a rendere i vini euganei fortemente identitari e riconoscibili. La composizione del terreno, unita alle escursioni termiche e alla buona ventilazione naturale, favorisce una maturazione equilibrata delle uve e dona ai vini struttura, mineralità, eleganza e capacità evolutiva. Le vigne si sviluppano lungo pendii e vallate modellati nel tempo dall’attività vulcanica, in un paesaggio caratterizzato da una vegetazione ricca e diversificata, dove boschi di castagni e querce convivono con specie tipicamente mediterranee. Il clima mite e le esposizioni soleggiate creano infatti condizioni particolarmente favorevoli alla viticoltura, contribuendo alla biodiversità che rende unico il territorio euganeo. È proprio da questo equilibrio tra terra, clima e tradizione agricola che nasce il carattere autentico dei vini dei Colli Euganei e il valore distintivo di ogni cantina Colli Euganei legata a questo territorio.
Tradizione millenaria
I vigneti di Cinto Euganeo e dei Colli Euganei affondano le proprie radici in una tradizione vitivinicola antichissima, stratificata nei secoli e profondamente intrecciata con il paesaggio collinare del territorio. La coltivazione della vite in queste aree sembra appartenere da sempre alla storia dei Colli, fino a diventare parte integrante della loro identità naturale e culturale. Le prime popolazioni insediate nell’area euganea conoscevano già bevande ottenute dalla fermentazione del succo d’uva. A testimonianza di questa antica relazione con la vite, numerosi scavi archeologici hanno riportato alla luce reperti botanici, vinaccioli interi e frammenti riconducibili alle prime pratiche viticole del territorio. Con la civiltà paleoveneta atestina, attorno al 1200 a.C., il vino assume anche un importante valore simbolico e rituale. Successivamente, con l’arrivo dei Romani, la viticoltura nei Colli Euganei si sviluppa ulteriormente: la vite viene coltivata in modo più strutturato e il vino diventa una bevanda diffusa e apprezzata, spesso aromatizzata con miele e spezie. Nel Trecento anche Francesco Petrarca rimane affascinato dal paesaggio dei Colli Euganei durante il suo soggiorno a Padova, scegliendo Arquà come luogo di quiete e riflessione.
“Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo”
Le sue parole raccontano ancora oggi il rapporto profondo tra il paesaggio euganeo, la coltivazione della vite e una dimensione di armonia e contemplazione che attraversa i secoli. Nei secoli successivi il vino dei Colli Euganei viene apprezzato e celebrato anche dalla nobiltà veneziana. Medici, studiosi e letterati ne descrivono le qualità, attribuite soprattutto alla particolare conformazione geologica e climatica del territorio.
Il medico e filosofo Andrea Bacci scriveva infatti che i vini dei Colli Euganei erano “forti ed ingannevoli”, sottolineando come il calore del terreno e la natura vulcanica dei colli favorissero la produzione di uve di grande qualità. Una tradizione che ancora oggi continua a vivere nella nostra cantina Colli Euganei.
Il Carmenere
Tra i vitigni che più caratterizzano il territorio dei Colli Euganei, il Carménère occupa un ruolo particolarmente significativo. Grazie ai suoli vulcanici, alle esposizioni collinari e al microclima di Cinto Euganeo, questa varietà trova condizioni ideali per esprimere profondità aromatica, struttura ed eleganza, diventando nel tempo uno dei vini più identitari del territorio. La storia del Carménère è tanto discussa quanto affascinante. Questa varietà era originariamente coltivata soprattutto nell’area bordolese, dove veniva utilizzata nei tradizionali blend della regione. A causa della sua bassa produttività e della difficoltà nel raggiungere una maturazione ottimale, il Carménère smise progressivamente di essere reimpiantato dopo l’epidemia di filossera che colpì l’Europa nella seconda metà dell’Ottocento. Per lungo tempo il vitigno venne considerato estinto, fino a quando, nel 1994, alcune analisi ne riscrissero la storia. Il Carménère aveva infatti continuato a esistere lontano dalla Francia, diffondendosi senza essere correttamente identificato. Fu ritrovato in particolare in Cile, dove per decenni era stato confuso con il Merlot, ma anche nelle aree nord-orientali dell’Italia. In Veneto, il Carménère venne a lungo associato a una particolare varietà di Cabernet Franc, caratterizzata da grappoli più grandi e radi, minore fertilità e profili aromatici e cromatici più intensi.
Oggi Monte Fasolo dedica particolare attenzione a questa varietà, che si dimostra perfettamente adatta al microclima delle colline di Cinto Euganeo. Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e profondo; secondo alcune interpretazioni, il nome stesso deriverebbe dal termine latino carmina, legato proprio alla tonalità rossa delle sue sfumature. Al naso esprime un bouquet ricco e complesso, caratterizzato da frutto maturo e carnoso, accompagnato da note speziate, erbe aromatiche ed eleganti sentori vegetali. Emergono inoltre richiami eterei, accenni di rabarbaro e sfumature di cioccolato. Al palato è pieno e strutturato, con tannini decisi ma ben integrati da una morbidezza vellutata che ne accompagna la bevibilità senza renderlo aggressivo. È un vino di carattere, intenso e persistente, capace di mantenere equilibrio ed eleganza. Si tratta tuttavia di una varietà particolarmente complessa da interpretare sia in vigneto sia in cantina: la maturazione è lenta e molto prolungata, mentre la naturale bassa acidità richiede grande attenzione per raggiungere il giusto equilibrio espressivo. Un lavoro che trova nella cantina Colli Euganei il luogo ideale per valorizzare al meglio l’identità di questo vitigno storico.
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